L’Ecobonus è legge: ecco cosa cambia nei testi definitivi

L’Ecobonus è diventato legge il 16 luglio con l’approvazione in via definitiva del Senato. Cosa è cambiato nei testi approvati?

Finalmente il Decreto Rilancio contenente l’Ecobonus è diventato legge con 159 voti a favore e 121 voti contrari.

Da quel momento in poi, tutte le misure da adottare per sfruttare tutti gli incentivi statali per ristrutturare e riqualificare casa sono diventate finalmente realtà.

Ad oggi, mancano gli ultimi dettagli tecnici sui meccanismi della detrazione fiscale, ma per il resto l’Ecobonus 2020 è veramente pronto a decollare.

E proprio nel Decreto Rilancio appena convertito in legge sono contenuti tutti gli interventi che consentono di poter accedere alla detrazione del 110%.

Ma quali sono gli interventi che ti consentiranno di accedere alla maxi detrazione?

Te li riassumo qui.

Chi potrà accedere al Superbonus?

Con l’approvazione al Senato, la cerchia dei potenziali beneficiari dell’Ecobonus si allarga.

Dopo le ultime modifiche, gli interventi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e renderli più sicuri sono stati estesi alle seguenti tipologie di immobili:

  • Villette a schiera
  • Seconde case
  • Immobili del terzo settore.

Sono esclusi gli immobili di lusso come, ad esempio, le ville signorili.

Limiti Ecobonus: le novità

Tra gli elementi più importanti che sono sorti con l’approvazione definitiva del testo di legge, c’è la revisione dei limiti e dei tetti di spesa detraibili.

Sono, infatti, stati rivisti puntando al ribasso per gli interventi relativi all’efficientamento energetico.

Bisogna però ricordarci che i limiti di spesa variano in base alla tipologia di abitazione. Ad ora, il modo più indicato per eseguire un intervento beneficiando delle detrazioni è quello di cedere il credito direttamente alle imprese che eseguono i lavori o a un istituto finanziario.

Dal canto loro, le banche si stanno preparando per rendere più accessibile e soprattutto sicura la procedura della cessione del credito.

Come? Approntando dei pacchetti di cui potranno beneficiare privati, condomini e imprese.

Cosa manca, dunque, per partire davvero?

Ecobonus decreti attuativi: le ultime formalità

Attenzione! La conversione in legge del Decreto Rilancio non ha ancora sciolto tutti i dubbi su come effettivamente accedere alle maxidetrazioni.

A fronte dell’approvazione al Senato, infatti, sono ancora da perfezionare i decreti attuativi Ecobonus 2020 che ti elenco qui sotto:

  • regole di applicazione dello sconto in fattura e cessione del credito, attesi entro la metà di agosto;
  • decreto sui tetti di spesa e massimali di costo degli interventi da effettuare per la riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici;
  • decreto del Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) sulle modalità di trasmissione delle asseverazioni all’ENEA.

provvedimenti attuativi mancanti serviranno a definire nei dettagli l’iter da seguire per rendere più chiara la procedura per la cessione del credito e lo sconto in fattura.

Gli interventi trainanti

La regola generale è sempre la stessa: per accedere all’Ecobonus è importante effettuare uno dei cosiddetti interventi trainanti.

Sono 2 le principali tipologie di intervento descritte nel Decreto Rilancio, ma al contempo accorpare altri interventi secondari potrebbe significare centrare l’obiettivo del bonus 110%.

Uno di questi interventi “secondari” è proprio la sostituzione degli infissi.

Non dimenticare che gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici devono sempre portare al salto di 2 classi energetiche.

Ma quali sono gli interventi trainanti e i relativi limiti di spesa?

Puoi leggerli qui:

  • lavori di isolamento termico di edifici o unità immobiliari di edifici plurifamiliari: il limite di spesa è di 50.000 euro per edifici unifamiliari e si scende a 40.000 euro per le unità immobiliari in condomini fino a 8 unità. Per i condomini più grandi il limite di spesa è di 30.000 euro per ogni unità immobiliare;
  • interventi sulle parti comuni per la sostituzione dei vecchi impianti di climatizzazione invernale: il limite di spesa è di 20.000 euro per unità immobiliare in condomini di piccole dimensioni e di 15.000 euro per le abitazioni in condomini più grandi;
  • sostituzione dei vecchi impianti di climatizzazione su edifici unifamiliari: il limite massimo di spesa è di 30.000 euro.

Una volta deciso l’interventi da fare, quindi, sarà necessaria un’asseverazione che attesti il rispetto di tutti i requisiti minimi indicati nel testo del decreto.

Ecco i documenti più importanti da produrre:

  • certificazione energetica APE per attestare il miglioramento energetico;
  • asseverazione sulla congruità delle spese sostenute per la realizzazione degli interventi.

Ora, se vuoi rendere la tua casa più efficiente e confortevole sfruttando il Superbonus, ho qualcosa da dirti.

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Dino Tani

Dino Tani

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